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26 Marzo 2026

Cantori della Stella: benedizione, speranza e una tradizione luminosa

Con i Cantori della Stella, bambini e ragazzi benedicono le case e raccolgono offerte per coetanei svantaggiati nel mondo: un segno vivo di fede, speranza e solidarietà.

Una tradizione viva dalle radici bibliche

La tradizione dei Cantori della Stella nasce da un racconto del Vangelo di Matteo: alcuni sapienti venuti da Oriente seguirono una stella fino a Betlemme, dove trovarono il bambino Gesù e gli offrirono oro, incenso e mirra. Nella tradizione cristiana, questi sapienti divennero in seguito i Re Magi.

I Re Magi e il loro significato simbolico

I loro nomi – Gaspare, Melchiorre e Baldassarre – sono attestati fin dal VI secolo e furono poi associati simbolicamente ai continenti africano, europeo e asiatico. Il numero tre richiama la Trinità, ma anche le tre età della vita. Anche i loro doni sono ricchi di significato: l’oro simboleggia la regalità di Cristo, l’incenso la sua divinità e la mirra richiama la sofferenza e la morte.

20*C+M+B+26: un segno di benedizione ricco di significato

Ancora oggi resta viva l’iscrizione tracciata sulle porte: 20*C+M+B+26. Le lettere significano in latino “Christus mansionem benedicat”, cioè: Cristo benedica questa casa. Nella Svizzera tedesca, sono spesso interpretate anche come Caspar, Melchior e Balthasar. La stella, l’anno e le croci richiamano l’incarnazione di Cristo, il tempo e la Santa Trinità.

I Cantori della Stella oggi: solidarietà vissuta

I Cantori della Stella sono profondamente radicati nella tradizione della Chiesa e rappresentano al tempo stesso un forte segno di carità concreta. Dal 1989 Missio Svizzera accompagna questa iniziativa su mandato della Conferenza dei vescovi svizzeri. Ogni anno, attorno al 6 gennaio, oltre 10’000 bambini e ragazzi vanno di casa in casa, portano la benedizione e raccolgono offerte per coetanei in difficoltà nel mondo.